
Mi presento
Sono sempre stato amante della natura e, ad un certo punto, anch’io ho conosciuto l’arrampicata. Per caso, feci un corso col CASM che già allora insegnava il Metodo Caruso, anche se ancora non sapevo di cosa si trattasse, addirittura pensavo fosse l’unica maniera di apprendere la tecnica del movimento. Messe le scarpette per la prima volta ho provato quella sete di esplorare la dimensione verticale che accomuna ogni alpinista, ma non mi piaceva rischiare troppo per una banale foto in cima a qualche montagna, per quanto remota fosse. Decisi quindi di contattare Paolo Caruso, per seguire un corso di alpinismo che mi desse tutti i mezzi per muovermi in sicurezza in montagna. Inutile dire che fu illuminante, vedere quell’uomo muoversi con estrema armonia tra le tipiche fessure e placche del Gran Sasso, bivaccando due notti sotto le stelle. Fu indimenticabile!
In quel momento qualcosa scattò dentro di me, anche se ancora non lo sapevo, ma il processo di cambiamento era stato avviato. Negli anni successivi Paolo mi ha guidato attraverso un percorso di crescita che non si basava solo sulla mera arrampicata, bensì portandomi all’attenzione che intorno a noi il mondo continua a girare, e noi non dobbiamo mettere il paraocchi e pensare solo a noi stessi. Nel frattempo ho cominciato a girare a caccia di vie di qualunque tipo, che mi dessero la possibilità di fare esperienza e mettere alla prova quello che avevo imparato, ma con grande stupore scoprì che ai miei soci non interessava come si muovessero, cosa che per me era normalità, ed il loro dispendio energetico era enorme in confronto alla resa, cambiando completamente l’esperienza vissuta durante l’arrampicata. Dove tanti annaspavano, cercando di fare più uso della forza che potevano, mi ritrovavo ad avere degli strumenti incredibilmente efficaci, sviluppati in precedenza su terreni più facili e seguendo ogni corso del Metodo che potevo. Oltretutto, vidi anche molta maleducazione, come l’uso spropositato della magnesite, la chiodatura esagerata in eccesso e in difetto, i pessimi materiali e il cattivo uso che ne veniva fatto, affidando la propria vita a una continua roulette russa e la sporcizia lasciata nei siti naturali, risultato del fatto che in pochi si prendono la briga di spiegare il PERCHE’ delle cose a chi si approccia a questo mondo, offuscati dal proprio ego.
Da qui l’idea di diventare un insegnante, di quel Metodo che a me ha cambiato la vita, facendomi apprezzare la bellezza del movimento, strada per accedere a profonde conoscenze, di grande soddisfazione e crescita interiore. Quando conosci il tuo corpo, sai come caricare al meglio un’appoggio e senti che ti stai muovendo nella maniera più economica, fluida e armoniosa possibile, in quel momento ti senti veramente libero. Libero di attraversare luoghi impervi e lontani da tutto, immerso in questi giganti di roccia che non si accorgono neanche della tua presenza, ma anche solo di esprimere al meglio il tuo potenziale su un sasso di 2 metri.
Con la nascita di IAMAS, ho passato le selezioni per accedere al corso di Maestro di Arrampicata di I Grado e, dopo una lunga formazione continua e di sperimentazione personale, finalmente ho ottenuto il titolo tanto ambito. Nel Giugno ’24 sono diventato MAS di II Grado, finendo così il percorso formativo per insegnare tutte le tecniche del MC.
Da Settembre ’24 è iniziata una nuova grande esperienza per me, entrando nel mondo dell’indoor e dell’agonismo, insegnando il Metodo a giovani atleti e non solo, avviando una stabile e florida collaborazione con Ikigai, palestra di arrampicata indoor in via C. Juker 14, Legnano – MI.
Qui ho potuto sperimentare quanto sia trasversale la tecnica del movimento, applicandola su adulti e bambini con qualunque livello, dai principianti agli atleti che si mettono alla prova sulle 3 discipline (boulder, lead e speed). I movimenti richiesti in gara sono molto complessi e richiedono grandi dinamici e coordinativi, andando a curare nel minimo dettaglio ogni particolare, ma, grazie al Metodo, avevo già gli strumenti analitici per far migliorare gli atleti, raggiungendo anche ottimi risultati. Un altro passo avanti è stata la tracciatura, sia boulder che lead, cercando di dare un tocco “naturale” alle vie indoor, non incentrando le difficoltà sulla parte condizionale, bensì sulla parte tecnico-coordinativa, dove la chiave per superare il passaggio è la capacità di lettura e non solo la forza, stimolando un miglioramento tecnico e non solo ginnico.
Sono originario dell’entroterra Riminese, ma attualmente risiedo in Lombardia, precisamente in Valsassina. Questo però non mi lega a un solo territorio, dato che amo viaggiare in lungo e in largo, sempre alla ricerca di qualche nuova avventura.
